“Sono sposato dal 1993 con Daniela Spada, chef professionista dal 2014 e proprietaria di una scuola di cucina dallo stesso anno. Il 26 marzo 2000 è nata la nostra prima figlia, Mia. Pochi giorni dopo la nascita della bambina, proprio mentre era intenta ad allattarla, Daniela venne colpita da un ictus a seguito del quale rimase in coma per venti giorni. Venti giorni di coma e una battaglia che è continuata anche negli anni successivi al dramma che ha sconvolto la nostra famiglia. Dopo l’ictus, mi ci è voluto del tempo per capire come starle accanto, l’ho capito tardi perchè quando si ama a volte si fanno anche dei gran casini. Se sei accanto ad una persona che sta male, giustamente vuoi aiutarla, ma facendo troppo non si fa altro che certificare il fatto che quella persona non è in grado di fare tante cose. Pensavamo di aver dato abbastanza, invece poi è arrivato il tumore ma Daniela ha affrontato anche quello. Ha affrontato momenti molto difficili per il tumore, ma ha avuto lo spirito di considerarlo una stupidaggine rispetto all’ictus. Abbiamo lottato per riconquistare una vita e se io non avessi avuto l’esempio di Daniela, non so come avrei reagito. Se lei si fosse fermata, se lei non avesse veramente cercato con le unghie e con i denti di riconquistarsi una sua autonomia, come avrei fatto io da solo?» Dopo una professione da graphic designer, decise di rendere la sua passione per la cucina un lavoro a tempo pieno. Dopo aver conseguito un diploma in pasticceria, è diventata una food blogger e ha aperto anche una scuola di cucina. Il suo profilo Instagram mostra sia scatti tratti dalla sua vita quotidiana che foto dei suoi dolci più riusciti. Ha vissuto il coma, la successiva riabilitazione e la necessità di fare i conti con un cambiamento del suo corpo, ma non si è mai arresa. Negli ultimi anni, ho parlato spesso della battaglia portata avanti insieme a lei. I medici dicevano che non si sarebbe ripresa, io ho sempre pensato il contrario e ho avuto ragione. Essere disabile non è facile, è difficilissimo. Ci sono persone che stanno sulla sedia a rotelle, che hanno problemi enormi e che vanno aiutati. Adesso collaboriamo con associazioni per disabili. Daniela è una disabile, perché continua ad avere problemi. Dal momento che sono un personaggio dello spettacolo abbiamo capito che potevamo raccontare questa storia, per far capire che se Daniela è qui è perché ha voluto combattere per rialzarsi. Dobbiamo pensare che possiamo fare tanto con pochissimo”. - Cesare Bocci