E poi-
Urlò.
Non è un urlo giocoso.
Non è un sussulto drammatico.
Un vero urlo, acuto e sorpreso.
Il mio cuore è caduto.
Mi avvicinai e quando guardai ciò che avevo scoperto, lo stomaco mi si rivoltò.
Non era cioccolato.
Non erano caramelle.
Non faceva parte del cono.
Era un oggetto estraneo incastrato nel gelato.
L’orrore sotto il cioccolato
Lì, incastrato nel centro gelato, c’era un pezzo di materiale di imballaggio rotto, scuro, rugoso e parzialmente zuppo nel gelato.
Sembrava plastica.
Non piccolo.
Neanche visibile.
Abbastanza grande che, se avesse morso più forte o meno, l’avrebbe inghiottito.
Ho sentito un’ondata di orrore invadermi.
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